Sembra che ti culli ma poi ti vuole ingoiare... |
Pessimista, sognatrice, malinconica sebbene passi buona parte delle mie giornate ridendo e scherzando, timida, insicura, eterna indecisa, pigra ed imbranata all'inverosimile, dotata di scarso senso pratico, scettica, disincantata, riflessiva riservata, gelosa, confusionaria, paranoica, quasi mai seria, gentile, un po' egoista, (abbastanza) intelligente, molto selettiva nei rapporti. Agisco poco, penso troppo e mi piace elencare aggettivi su aggettivi. Non so fare quasi nulla, ma amo da morire la musica, la Letteratura e il calcio. Non potrei vivere senza la mia famiglia, i miei gatti e un paio d'amici. Subisco il fascino delle persone intelligenti, (auto) ironiche, timide ed estremamente pazienti (e, sì, devo dire che le perifrasi mi riescono abbastanza bene). Odio le materie scientifiche, la superficialità e l'attività fisica. Non sopporto chi non sa stare allo scherzo e chi scrive in maniera abbreviata e\o sgrammaticata. (soffro di manie ossessivo compulsive) |
a volte io ho paura di voi più che della solitudine.
e il mio maestro m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire.
(grazie).
“…infermo nell’animo, più che nel corpo tutto, non voglio ascoltare, non voglio imparare quel che potrebbe alleviare il mio male, mi urto coi medici fidati, mi adiro con gli amici perché s’affannano a liberarmi dal mortale torpore; inseguo quello che già so, mi fa male; fuggo quello da cui mi aspetto giovamento; sono come il vento. A Roma mi piace Tivoli, a Tivoli Roma.”
…
mio padre che il giorno di capodanno alle 9 del mattino mi sveglia per chiedermi se posso prestargli il libro di Luciano Canfora “Filologia e libertà”.
(cose che mi fanno capire quanto, al di là di tutto, io sia estremamente fortunata).
Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
Ma che senso ha?
se è cosciente in me la misura della mia inutilità?
Per ora rimando il suicidio e faccio un gruppo di studio…
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani…
Far finta di essere sani. Far finta di essere.
Neuropatia.
Filologia, infatti, è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso,
divenire lento, essendo un’arte e una perizia di orafi della parola, che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge lento.
[…] per una tale arte non è tanto facile sbrigare una qualsiasi cosa, essa insegna a leggere bene, cioè a leggere lentamente, in profondità, pieno di riguardi e con attenzione, non senza secondi fini lasciando porte aperte, con dita e occhi delicati.
E se questo cuore non vorrà sentire,
io me lo strapperò dal petto con le mani
e lo caccerò via come un servo infedele.
(Cinismo cronico e misantropia acuta. Cambio di priorità).
(Fonte: itsnotaboutyouanymoree, via firstbr3athaftercoma)
atarassia.
Alcuni, con gli occhi rivolti al passato,
vedono quello che non vedono; altri,
gli occhi fissi nel futuro, vedono
...
Un silenzio infinito di parole.
Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. Una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se...
”